Comunicato stampa

 

IN SANGUINE FOEDUS. NUOVO MONDO 

Inaugurato al porto il grande murale dedicato allemigrazione storica italiana e al legame eterno tra Napoli e New York

 

Il 22 maggio, presso il porto di Napoli, è stato inaugurato In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo, monumentale opera pittorica murale dedicata alla memoria dell’emigrazione italiana verso gli Stati Uniti, realizzata proprio nel luogo da cui milioni di italiani partirono inseguendo speranza, lavoro e futuro.

L’opera nasce da un’idea dei promotori Francesco Andoli e Germana Valentini ed è stata realizzata dall’artista napoletano Vittorio Valiante, in collaborazione con INWARD Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana, grazie all’accoglienza e al sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e con il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti dAmerica a Napoli, del MEI – Museo Nazionale dellEmigrazione Italiana, della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro e del Museo del Tesoro di San Gennaro. L’opera murale è stata resa possibile grazie al contributo di Fondazione Banco di Napoli, NIAF National Italian American Foundation, L’Antica Pizzeria da Michele in the world, Mulino Caputo, Sorì Italia, La Reggia Designer Outlet e Horecapp.

La conferenza stampa di presentazione è stata moderata dallo scrittore Luca Delgado con gli interventi di Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, dei promotori Francesco Andoli e Germana Valentini e di Luca Borriello, direttore di INWARD.

Tra gli ospiti istituzionali, Terrence Flynn, Console Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, Paolo Masini, presidente del MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, Joseph Gulino per NIAF e i rappresentanti di tutti gli sponsor che hanno sostenuto la produzione.

 

Il murale di Napoli

In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo non è soltanto un murale. È una grande narrazione visiva costruita tra memoria, identità e appartenenza. Un racconto collettivo che attraversa oceani e generazioni, restituendo volto e dignità agli emigranti italiani partiti da Napoli verso l’America tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. L’opera oggi inaugurata si trova di fronte al Molo San Vincenzo, il luogo da cui partirono migliaia di emigranti italiani. La superficie, per gentile concessione dell’Autorità Portuale, ospita i veri volti di uomini, donne e bambini realmente esistiti, ricostruiti attraverso fotografie storiche e memorie familiari. Ogni figura racconta una storia reale accessibile attraverso un QR code che permette al pubblico di entrare in contatto con biografie, testimonianze e percorsi migratori. Ad attraversare l’intera composizione è un filo rosso, simbolo universale del legame tra chi partiva e chi restava. Un richiamo ai fili che molte famiglie stringevano tra le mani il giorno dell’addio, conservandoli come memoria viva dell’amore e delle proprie radici. Un filo rosso che è simbolo del sangue di San Gennaro, patrono di Napoli e dei migranti, che unisce il vecchio e il nuovo mondo. Quel filo rosso prosegue ancora a solcare l’oceano e conduce in America al seguito del progetto.

 

Il murale di New York

Un secondo murale – In Sanguine Foedus. Il Santo – sarà realizzato proprio a New York, nel cuore di Little Italy, su Mulberry Street e rappresenterà un San Gennaro reinterpretato in chiave contemporanea ma profondamente popolare. Il filo rosso partito da Napoli unirà le due opere come scene di un unico racconto visivo che attraversa tempo, spazio e generazioni, trovando posto nel murale d’oltreoceano.

Le opere sono concepite dall’artista napoletano Vittorio Valiante, classe 1991, formatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli e influenzato tanto dalla pittura classica quanto dalla tradizione figurativa napoletana. Il suo linguaggio artistico unisce delicatezza pittorica e forza emotiva, trasformando i muri in grandi superfici narrative capaci di raccontare memoria, umanità e appartenenza.

 

La statua e il documentario

Il più ampio progetto In Sanguine Foedus comprende inoltre la realizzazione di una copia in bronzo della storica statua di San Gennaro presente sul molo San Vincenzo. L’opera, realizzata dall’artista Dante Mortet, verrà collocata nella Little Italy di Manhattan come simbolo permanente del legame tra Napoli e New York e come memoria dell’ultima immagine che milioni di emigranti portarono con sé lasciando il porto della città. Particolarmente significativo sarà il dettaglio delle mani del Santo, modellate a partire dal calco delle mani di due italoamericani simbolo della comunità di Little Italy.

A completare il progetto sarà un documentario dedicato alla realizzazione delle opere e alle storie personali degli emigranti e delle famiglie italoamericane coinvolte, trasformando In Sanguine Foedus in un archivio emotivo e collettivo della memoria migratoria italiana.

Le foto ufficiali del progetto sono a cura di Sergio Siano.

 

LE DICHIARAZIONI

  

Germana Valentini e Francesco Andoli – ideatori e promotori del progetto

Germana Valentini 

“Vedere oggi questo progetto diventare realtà è per me un’emozione difficile da raccontare con parole semplici. Da anni, attraverso libri, racconti e trasmissioni televisive, provo a dare voce alle storie degli emigranti italiani, e ogni volta ho la sensazione di entrare in un universo umano straordinario, fatto di coraggio, nostalgia, sacrificio e amore. Dietro ogni partenza esiste una storia unica. Volti dimenticati dal tempo che continuano però a vivere nella memoria delle famiglie, nelle lettere custodite nei cassetti, nei cognomi sparsi oltreoceano e nei legami invisibili che ancora oggi uniscono l’Italia al mondo. Raccontare queste vite mi ha cambiato profondamente, perché dentro quelle storie ho scoperto non soltanto il passato della nostra terra, ma anche una parte della nostra identità più autentica. Spero che quest’opera possa essere soltanto il primo passo di un percorso più grande: un invito collettivo a riscoprire le nostre radici, la storia della nostra emigrazione e quella cultura popolare straordinaria che gli italiani hanno portato nel mondo insieme alle loro speranze. Perché conoscere queste storie significa, in fondo, conoscere meglio noi stessi”

 

Francesco Andoli

Il progetto artistico In Sanguine Foedus che abbraccia Napoli e New York nasce come straordinario tributo ai nostri emigranti sparsi in ogni angolo del mondo. Il filo di lana rosso che attraversa quei corpi era utilizzato nella realtà come ultimissimo elemento di contatto tra chi partiva e chi restava, è metafora di una linea rossa di sangue simbolo nonché coagulo di identità, cultura e appartenenza: il sangue di San Gennaro. Lui che degli emigranti è il Santo protettore con circa 15 milioni di fedeli nel mondo. Lui, Gennaro, che raffigurato in una statua in cima al molo San Vincenzo con la mano alzata nell’atto di fermare la furia devastante del Vesuvio, sembrava stesse lì a salutare quella immane emorragia di vite umane alla volta del cosiddetto Nuovo Mondo. L’ultima immagine che i nostri conterranei imprimevano nei loro occhi e che, una volta giunti a destinazione, ha generato verso il Patrono di Napoli una devozione intergenerazionale tutt’oggi viva. L’immaginario viaggio del filo rosso che adesso abbiamo lanciato oltreoceano lungo il 41esimo parallelo – e a cui intendiamo dare ulteriore prosieguo – riannoda nel sangue le vite e i destini del nostro immenso e coraggioso popolo di migranti”

 

Eliseo Cuccaro – presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale

“Questo murale rappresenta molto più di un’opera d’arte urbana: è un simbolo della memoria, dell’identità e del profondo legame che unisce Napoli agli Stati Uniti. Da questo porto sono partiti migliaia di uomini e donne in cerca di futuro, contribuendo a costruire una straordinaria comunità italo-americana che ancora oggi conserva vivo il rapporto con le proprie radici napoletane. Con questa iniziativa, l’Adsp del Mar Tirreno Centrale vuole rendere omaggio a quella storia di migrazione, sacrificio e speranza, ma anche riaffermare un sentimento di vicinanza che non si è mai affievolito. Esiste un filo rosso che continua a unire Napoli e gli Stati Uniti: un legame umano, culturale e sociale che va custodito, alimentato e tramandato alle future generazioni”

 

Luca Borriello – direttore INWARD Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana

“È dagli anni Novanta che studiamo e produciamo creatività urbana, coltivando fin da adolescenti qui in Italia, a Napoli in particolare, il mito di un fenomeno in buona parte nato o comunque maturato nelle Americhe, nello specifico di New York. Poi le forme, le tecniche, gli stili si evolvono e si riscopre la produzione dei grandi murali, che oggi imperversano ovunque. Eppure, non dappertutto e nelle mani di chiunque si realizza davvero il capolavoro: un’opera che esprime intensità e nella quale ci si immerge per profondità, un’opera che rilega temi e contesto, figure e memorie, passione e pittura, un’opera che sfida le impervietà organizzative e mette insieme istituzioni e aziende, talento artistico e coesione sociale, con la brezza sul viso di chi approda e osserva. Sul molo del porto di Napoli, già con lo sguardo a New York, è accaduto il miracolo”

 

ENTI DI PATROCINIO

 

Terrence Flynn – Console Generale degli Stati Uniti dAmerica a Napoli

“Quest’opera ricorda quanto siano profondi e duraturi i legami tra Italia e Stati Uniti, fondati su una storica alleanza, ma anche su rapporti familiari e personali che uniscono i nostri popoli da generazioni. Quasi venti milioni di americani rivendicano con orgoglio le loro origini italiane, incluso me. Quest’anno gli Stati Uniti celebrano il 250mo anniversario della Dichiarazione di Indipendenza, un’occasione importante per riflettere sulla nostra storia e su coloro che hanno contribuito a costruire il nostro Paese. È un onore per il Consolato degli Stati Uniti a Napoli aver concesso il patrocinio a questo progetto”

  

Paolo Masini – presidente Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana

“Napoli rappresenta uno dei luoghi più iconici per la storia della nostra emigrazione. Questo murale è un omaggio alle tante donne e ai tanti uomini che da qui partirono. Desidero ringraziare l’Autorità Portuale per aver voluto rendere omaggio a quella che amiamo definire la più grande narrazione popolare e collettiva del nostro Paese. Un’opera che sarà inserita nella mappa delle testimonianze artistiche che in tutto il mondo celebrano la nostra emigrazione”

 

Riccardo Carafa – vicepresidente della Eccellentissima Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro

“San Genna’ si grande” è la frase detta ad alta voce da alcuni fedeli mentre io, allora giovane, per la prima volta dall’altare della Cappella del Tesoro, sventolavo il fazzoletto per annunciare l’avvenuto prodigio del Sangue del Santo Patrono. Quella frase è rimasta impressa nella mia memora e credo mai la dimenticherò.

Tre parole che sono nel cuore di molti fedeli napoletani, non solo residenti nella nostra città ma anche coloro che vivono lontano da Napoli, e San Gennaro, protettore di Napoli, è stato sempre vicino ai nostri conterranei, soprattutto a coloro che attraversarono l’oceano in cerca del sogno americano, dando loro forza e coraggio nei momenti più difficili del travagliato inserimento nel nuovo mondo. Oggi, superate le difficoltà iniziali e perfettamente inseriti nel nuovo contesto, non dimenticano la devozione, mai venuta meno.

San Gennaro, nei secoli, ha ispirato i maggiori artisti di ogni tempo, che lo hanno raffigurato in capolavori di pittura e scultura, ed oggi, con l’evoluzione dell’arte, altrettanti maestri artisti dei murali rappresentano il Santo in luoghi simbolo come il Porto di Napoli, dove avvenne il commovente distacco dalla terra natia e l’approdo a quella Terra allora piena di incognite e speranze, sempre con la protezione del Santo Patrono […]”

 

Francesca Ummarino – Direttrice del Museo del Tesoro di San Gennaro

“Questo murale restituisce a Napoli la memoria di milioni di emigranti che, partendo dal porto, affidavano a San Gennaro paure, speranze e desideri di futuro. In Sanguine Foedus trasforma questa storia in un linguaggio contemporaneo, creando un ponte tra Napoli e New York, tra chi è partito e chi è rimasto. Come direttrice del Museo del Tesoro di San Gennaro, trovo significativo che San Gennaro diventi simbolo universale di resilienza e appartenenza. Questo filo invisibile di memoria e identità continua ancora oggi a unire comunità e generazioni nel mondo”

 

ENTI DI SOSTEGNO

 

Fondazione Banco di Napoli

prof. Orazio Abbamonte – presidente

“La Fondazione Banco Napoli sostiene con convinzione questo progetto sociale, che rappresenta un importante strumento di memoria, appartenenza e identità collettiva. Attraverso la realizzazione di un murale dedicato agli italiani emigrati, intendiamo rendere omaggio alle storie, ai sacrifici e ai valori di intere generazioni, che hanno portato nel mondo la cultura, il lavoro e la dignità del nostro Paese. Crediamo che l’arte pubblica possa diventare un ponte tra passato e futuro, tra memoria e partecipazione, contribuendo a rafforzare il dialogo sociale e il sentimento di appartenenza che unisce gli italiani, ovunque essi si trovino”

 

NIAF

Joseph Gulino -vice chair international

“La NIAF (National Italian American Foundation) è lieta di sostenere questo progetto presso il porto di Napoli, luogo storico di partenza per milioni di italiani i cui discendenti superano oggi i 17 milioni nella sola America, e di promuovere l’istituzione di un Museo dell’Immigrazione. La rappresentazione della partenza qui proposta richiama l’esposizione del museo di Ellis Island, storico punto d’arrivo negli Stati Uniti. Da sempre la NIAF offre un contributo fondamentale a progetti volti a valorizzare il secolare e duraturo rapporto tra i due paesi; in questo contesto, la memoria e i valori dell’emigrazione storica italiana rivivono attraverso queste figure, gli antenati di milioni di cittadini americani di origine italiana e napoletana”

 

L’Antica Pizzeria da Michele in the world

Alessandro Condurro e Francesco De Luca – amministratori de L’Antica Pizzeria da Michele in the world

“Siamo molto fieri di sostenere un progetto come questo per il valore culturale che riesce a trasferire, sia a livello territoriale che internazionale. È proprio in operazioni del genere che un brand come la Michele in the world deve investire per restituire la dimensione universale della cultura, dei valori da esportare e, soprattutto, del passato che non va dimenticato, ma sempre custodito e preservato attraverso azioni quotidiane che portiamo avanti sia sul piano personale che aziendale. Ci auguriamo che l’importanza e la portata universale di questo lavoro diventino chiaramente visibili a tutti, come lo sono state a noi già dai primi momenti in cui ci è stato descritto”

 

Mulino Caputo

Antimo Caputo – CEO Mulino Caputo 

“Sosteniamo attraverso questo progetto l’arte che racconta il viaggio di generazioni di donne e uomini del Mezzogiorno. Un legame speciale ci lega a questi viaggiatori, perché i nostri bisnonni, più di cento anni fa, sono rientrati dagli Stati Uniti in Italia per fondare il nostro Mulino, in una storia di emigrazione al contrario. Quest’opera rappresenta per Napoli, per coloro che l’hanno lasciata e per Mulino Caputo, il legame tra passato, presente e futuro e sottolinea l’importanza dell’internazionalità della nostra anima e del nostro lavoro”

 

Sorì Italia

Antonello Sorrentino – CEO Sorì Italia

“Partecipare al progetto ‘In Sanguine Foedus’ ha rappresentato per noi qualcosa di profondamente identitario ed emozionale. Sebbene oggi il nostro sito produttivo viva immerso nella straordinaria natura del Parco Regionale di Roccamonfina, le nostre radici affondano nella storia e nell’anima di Napoli. Per questo il richiamo a San Gennaro non è soltanto un simbolo culturale o religioso: è un sentimento che appartiene alla nostra memoria, alla nostra storia familiare e al nostro modo di essere. In quest’opera abbiamo riconosciuto il valore della memoria, del coraggio di chi è partito e del legame invisibile ma eterno che continua a unire Napoli al mondo. Sostenere questa iniziativa significa, per noi, custodire e raccontare un’appartenenza che sentiamo ancora viva, come un sangue che continua a scorrere dentro di noi”

 

La Reggia Designer Outlet

Federica Faggi – direttrice de La Reggia Designer Outlet

“Crediamo che la creatività urbana sia uno strumento straordinario di valorizzazione e connessione con il territorio, capace di generare identità, appartenenza e nuove forme di dialogo con le comunità. Per questo La Reggia Designer Outlet sostiene con continuità progetti che attraverso l’arte restituiscono valore agli spazi urbani e contribuiscono a raccontare l’anima autentica di Napoli e della Campania. Essere al fianco di quest’opera profondamente identitaria significa per noi confermare un impegno concreto verso iniziative culturali che lasciano un segno positivo e duraturo sul territorio”

 

Horecapp

Carmela Canisto – amministratrice Horecapp

“Abbiamo scelto di sostenere la realizzazione di quest’opera al porto di Napoli perché crediamo nel valore dei progetti che lasciano qualcosa di concreto alla città e alle persone. Il porto rappresenta un luogo simbolico della storia di Napoli e dell’emigrazione italiana. Raccontarlo attraverso un’opera come questa significa mantenere viva una memoria collettiva che appartiene al nostro territorio e alla nostra identità. Horecapp lavora ogni giorno accanto a chi porta avanti attività, progetti e imprese sul territorio campano. Per questo sentiamo il dovere di sostenere iniziative che valorizzano Napoli non solo dal punto di vista culturale, ma anche umano e sociale”

 

Per informazioni: Germana Valentini: +39 348.9379929

Per rimanere aggiornati: www.insanguinefoedus.com

 

In Sanguine Foedus – comunicato stampa

In Sanguine Foedus – foto