In Sanguine Foedus nasce dal desiderio di valorizzare un legame mai interrotto tra Napoli e New York, tra l’Italia e “A Merica”, tra chi è partito e chi è rimasto, tra il Vecchio Mondo e il Nuovo Mondo.
Un progetto culturale e artistico che qualifica lo spazio urbano come memoria viva, restituendo volti, storie e dignità all’odissea dell’emigrazione storica italiana. Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, infatti, milioni di italiani lasciarono la propria terra partendo principalmente da Napoli e inseguendo una possibilità di futuro.
Sul molo San Vincenzo, prima della partenza, rivolgevano l’ultimo sguardo alla statua di San Gennaro e al mare che, in quel momento, separava il presente dall’ignoto; mentre dall’altra parte dell’oceano, la Statua della Libertà avrebbe annunciato loro l’inizio di una nuova esistenza.
Tra queste due immagini si è consumato uno dei più intensi e copiosi flussi migratori della storia moderna. In Sanguine Foedus racconta proprio quel passaggio. E lo fa attraverso due grandiose opere pittoriche murali, una splendida scultura in bronzo, un incredibile documentario e una rete di testimonianze che uniscono arte pubblica, memoria storica e identità collettiva.
A Napoli, i volti reali degli emigranti tornano a guardare il mare da cui partirono. A New York City, San Gennaro diventa simbolo contemporaneo di resilienza, appartenenza e continuità culturale.
Un filo rosso attraversa l’intero progetto: è il sangue di San Gennaro che dei migranti é il santo protettore. È il filo della sofferta separazione e dell’infinito amore che i migranti e i loro familiari stringevano tra le dita il giorno della partenza. Il filo che conservavano come ricordo vivo.
Il filo della nostalgia e della speranza. Un filo invisibile che ancora oggi unisce milioni di persone alle proprie radici. Perché questa storia non appartiene soltanto al passato. Parla ancora di noi.
Il progetto è ideato e promosso da Francesco Andoli, giornalista ed esperto del culto di San Gennaro, e Germana Valentini, scrittrice, specializzata nella storia dell’emigrazione italiana in America, uniti dal forte desiderio di valorizzare la storicità e l’attualità del legame tra Napoli e New York, attraverso le storie vere dei migranti e i valori delle comunità italoamericane.
I promotori hanno deciso di affidarsi, per la produzione delle due estese opere pittoriche murali a Napoli e New York, a INWARD Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana, ente di eccellenza nella ricerca e sviluppo delle forme espressive nello spazio pubblico.
ideato e realizzato da
Francesco Andoli
e Germana Valentini
in collaborazione con
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con il patrocinio di
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e con l’amichevole supporto di